In porto tira quel vento di mare che appiccica salsedine sulla pelle. Il piede si distacca dalla banchina e tocca il legno del ponte prima ancora che la mente registri di essere a bordo. Una scotta scorre tra le mani di chi prepara le vele, il moschettone si aggancia alla draglia con un rumore secco.
Lo sguardo sale lungo l’albero e incontra i filetti segnavento, poi cerca il cielo. Ancor prima di mollare gli ormeggi, leggere il cielo è il primo gesto di chi va per mare. Il tempo tiene.
Ora l’occhio scende e corre da prua a poppa sul teak consumato dalle regate, poi si allunga verso il largo. Da qui, il porto della città di Imperia che si allontana è l’ultimo punto fermo prima di un litorale che continua senza interruzioni verso la Costa Azzurra. Montecarlo, Nizza, Antibes, Cannes, Saint-Tropez segnano la stessa rotta, tappa dopo tappa.
Due Stati, un’unica costa
Il confine che oggi separa questa costa in due Stati è relativamente recente: Nizza resta parte dei domini sabaudi fino al 1860, anno in cui passa, insieme alla Savoia, dal Regno di Sardegna alla Francia con l’accordo tra Cavour e Napoleone III.
Per secoli, la vicinanza geografica e un territorio dai tratti simili hanno reso questa costa una meta percepita come unica, al di là delle rispettive appartenenze politiche. Ed è proprio lungo questa costa temperata che, nella Belle Époque, l’aristocrazia europea sceglieva di svernare durante la stagione rigida del nord.
In questo periodo si afferma un modo diverso di stare al mare, fatto di svago. La vela trova spazio come sport. Sul lato francese la Société des Régates de Cannes nasce già nel 1859, tra le prime espressioni organizzate di questa cultura. Sul lato ligure la stessa passione matura poco più avanti con la stessa intensità: a Sanremo la tradizione regatante affonda nei primi del Novecento, con le Coppe d’Italia tra il 1902 e il 1912 e, nel 1903, una sfida dal nome eloquente, Coppa di Francia. Due storie nate dalla stessa vocazione.
Nella seconda metà del Novecento questo amore condiviso per la vela si fa davvero vicino: le Régates Royales di Cannes rinascono nel 1978 dopo essere state abbandonate, la Monaco Classic Week nasce nel 1994, e in mezzo, nel 1986, nascono le Vele d’Epoca di Imperia.
Imperia prende la sua rotta
A Imperia la cultura velica si era già data una casa, infatti, nel 1946 nasce il Circolo Velico Imperiese (oggi Yacht Club Imperia che quest’anno festeggia l’80° anniversario) riconosciuto dalla federazione nel 1948. Su questo terreno, nel 1986, arriva l’intuizione di Pier Franco Gavagnin, allora direttore di Portosole Sanremo, di dare vita alle Vele d’Epoca.
Gavagnin è un nome che porta con sé una lunga storia velica: nel 1953 è tra i fondatori della Giraglia, insieme a Beppe Croce e René Levainville, una delle regate d’altura più importanti del Mediterraneo; nel 1958 fonda la Scuola Allievi di Sanremo, da cui usciranno velisti di livello nazionale e internazionale.
Le Vele d’Epoca nascono da una passione trentennale per il mondo velico e, già dal primo raduno, vi partecipano circa trenta imbarcazioni: un numero capace di innescare una crescita che, negli anni, porta l’evento a consolidarsi nei circuiti internazionali e a tornare ogni settembre nella città di Imperia.
L’evento fa parte del Comité International de la Méditerranée, l’organismo che riunisce le principali regate di vela classica del Mediterraneo e assegna un trofeo unico calcolato sulle tappe disputate in almeno due paesi diversi. Le stesse barche che regatano a Cannes, ad Antibes, a Montecarlo arrivano alle Vele d’Epoca di Imperia per contendersi lo stesso trofeo.
Fondato nel 1926, il CIM ha eletto nel marzo 2026 alla propria presidenza l’italiano Gigi Rolandi, alla guida dell’Associazione Italiana Vele d’Epoca. Un dettaglio che conferma quanto, ancora oggi, questo mondo dialoghi insieme tra le due sponde.
Nello stesso anno le Vele d’Epoca compiono quarant’anni e l’evento raddoppia: al raduno storico si affianca il Campionato Mondiale della Classe 12 Metri Stazza Internazionale, gli scafi legati all’immaginario della Coppa America, e insieme danno vita alla Sailing Week.
La scelta di Imperia come sede del Campionato Mondiale dei 12 Metri nasce dalla sua consolidata tradizione velica, dalle condizioni meteomarine particolarmente favorevoli alle regate e dalla competenza tecnica dello Yacht Club Imperia. A questi elementi si aggiungono la capacità della Città di accogliere eventi velici internazionali di questa portata e il supporto costante della Città di Imperia e dell’Amministrazione comunale alla loro organizzazione: un insieme di condizioni che ha contribuito all’assegnazione del Mondiale e che fa di Imperia un campo di regata ideale per una classe di questo livello.
Ed è su questa rotta tracciata nel tempo che le barche tornano a scivolare, oggi come allora, esattamente nel punto da cui questo racconto è partito: a bordo, con lo sguardo che si volta verso Imperia e il suo mare, prima di perdersi di nuovo al largo.




















