Verso la fine degli anni 20 lallora quasi ventenne Olin
Stephens, che insieme con il fratello Rod aveva veleggiato a lungo nel Long Island Sound,
dotato di un istinto intuitivo e geniale per tracciare le linee dacqua di barche,
spedì un suo disegno a una rivista di nautica: Yachting. Il disegno, un day sailer, venne
pubblicato, e colpì lattento ed esperto occhio di quello che era ritenuto il più
bravo broker di imbarcazioni da diporto dellepoca: Drake Sparkman. Questi convocò
il giovane Olin, e non solo gli offrì un lavoro, ma addirittura lo associò al proprio
studio.
Nacque la Sparkman & Stephens.
Nel frattempo il fratello più giovane, Rod, quello tra i due più dotato per gli sport e
attività di genere più pratico, era stato chiamato da Henry Nevins a lavorare presso il
suo cantiere navale, il migliore della costa Est ...imparerai molto di più in quanto
a tecniche di costruzione navali lavorando per me in due anni, che frequentando cinque
anni di università...
In piena depressione, si era nel 1929, il padre dei due ragazzi Stephens commissionò alla
Sparkman & Stephens la progettazione di DORADE.
Dorade
Dal momento del suo varo, questa
barca venne definita allunanimità il primo vero Ocean Racer moderno. Nel
frattempo anche Rod era entrato a far parte della Sparkman & Stephens Inc.. Dopo il
suo varo, DORADE venne iscritta alla regata transatlantica, con il proposito di
raggiungere lInghilterra, dove avrebbe partecipato al Fastnet. DORADE si
presentò alla linea del traguardo, sotto il faro dellisola di Scilly, quattro
giorni prima che la flotta delle altre barche cominciasse ad arrivare! Dopo la regata del Fastnet,
vinta anchessa, DORADE venne caricata sul ponte di una nave e spedita nuovamente a
New York, al suo arrivo, lintera famiglia Stephens venne accolta con festeggiamenti
che mai si erano visti prima per marinai di ritorno da una regata, furono trasportati
attraverso le strade di Manhattan come fossero dei re. LAmerica era entrata nel
mondo internazionale dello yachting da diporto con gli onori del vincitore, i
fratelli Stephens ne furono gli artefici.
Olin Stephens non era e non è il tipo di uomo che si siede sugli allori, quindi, resosi
conto che DORADE, pur plurivittoriosa, aveva linnato vizio di tendere a rollare
parecchio, in particolare con mare formato e nelle andature di poppa, si mise al lavoro
sulle sue linee, per risolvere il problema. Loccasione perfetta fu la commissione di
STORMY WEATHER, cui Olin diede una forma diversa, soprattutto nelle sezioni sommerse, che
vennero leggermente arrotondate rispetto a quelle diritte di DORADE, e aumentando il
baglio massimo (il rating di allora penalizzava le barche strette) e accennando a un primo
leggero incavo a prua, sotto la linea di galleggiamento. STORMY WEATHER fu probabilmente
la barca che conseguì il maggior numero di vittorie della storia dello yachting moderno.
Il successivo disegno di importanza storica di Olin fu quello per il NEW YORK 32, le cui
linee sono state tracciate proprio con lidea di esprimere ancora una volta un
concetto evolutivo di STORMY WEATHER. Questa barca fu famosa non solo perché Rod ne
possedette una per oltre 25 anni (MUSTANG, ex REVONOC), ma anche perché fu la prima barca
in serie pensata e costruita come tale, con tecniche e tecnologie moderne. Insieme con il
cantiere Nevins, che ne costruì ben 20 esemplari, i fratelli Stephens studiarono un nuovo
sistema per rendere lo scafo delle barche assolutamente luno uguale allaltro:
il sistema dello stampo. Venne costruito uno scafo maschio, a perdere, sul quale si
costruiva lo scafo della barca vera e propria, con fasciame in mogano delle Filippine.
New
York 32
Negli anni a venire lattività
dello studio divenne assai frenetica, Olin dedicava tutto il suo tempo al disegno e
allevoluzione delle carene, tra laltro la sua collaborazione con Starling
Burgess al disegno dellultimo dei J-class, RANGER, su commissione di Harold
Vanderbilt, vittorioso alla Coppa America del 1938, gli portò unimmensa fama e
successo, quindi lavoro, da ogni parte del mondo. Nel frattempo Rod, uno degli uomini di
mare tra i più esperti e richiesti degli Stati Uniti, che passava oltre la metà del suo
tempo a viaggiare in giro per i cantieri navali, per seguire di persona la costruzione
delle barche progettate dal fratello, quando stava a New York, oltre a regatare su barche
Sparkman & Stephens, si dedicava allelaborazione dei piani velici, compito in
cui era assolutamente insuperabile.
Quando Carlton Mitchell decise di rivolgersi allo studio S&S per farsi disegnare una
barca prevalentemente da crociera, ma senza disdegnare la partecipazione a regate, mai
avrebbe pensato che la sua sarebbe divenuta lennesima stravolgente creazione di Olin
Stephens. Il giorno del suo varo, FINISTERRE fu ritenuta una barca buffa, con quella
strana forma piatta e larga, ridicolizzata anche da certuni, che ancora non sapevano che
quella era una forma che avrebbe, ancora una volta, stravolto il disegno delle barche da
diporto. FINISTERRE vinse la Bermuda Race per tre volte di seguito (record che da
allora non fu più ripetuto), e si piazzò al primo o al secondo posto a tutte le regate
cui prese parte, anche grazie al grande vantaggio di rating, che come negli anni
30 premiava le barche che avevano più baglio.
Oltre a progetti di barche "normali", destinate quindi a partecipare a regate,
ma anche e soprattutto a fare crociere familiari, perciò con interni confortevoli e
lussuosi (quindi pesanti), Olin Stephens ha dedicato molte energie al concepimento di puri
racers. La barca che per definizione appartiene a questa categoria è quella che
ogni tre anni è destinata a difendere i colori della propria bandiera nella più famosa
tra le regate internazionali, la Coppa America.
Olin Stephens ha progettato velieri che per ben otto volte si sono aggiudicati la
prestigiosa vittoria, da RANGER, disegnato in collaborazione con Starling Burgess, fino a
FREEDOM, del 1980. Un record che sarà difficile ripetere.
Dalla data della sua fondazione a oggi, oltre 2500 sono i disegni firmati dallo studio
Sparkman & Stephens, dove, nel corso della sua oltre che cinquantenaria storia, sono
stati a fare il loro apprendistato, o a lavorare come disegnatori, le più grandi
"matite" moderne.
Matteo Salamon
Sparkman & Stephens Association
Segreteria Nord Italia/Sud Francia
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