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Comunicato stampa del 08 settembre 2006

14° Raduno Vele d'epoca di Imperia

Sono già ormeggiate in banchina, alcune arrivate direttamente da Mahon per la 5° tappa del Classic Yachts Challenge alcune partecipanti al 14° Raduno di Vele d'epoca di Imperia.
Li attendevano gli uomini dell'Imperia Mare guidati dai vicedirettori Alberto Caprile e Franco Agusti. Da oltre 40 giorni sono al lavoro in undici persone per far diventare ancora più grande il 14° Raduno di Vele d'epoca di Imperia.
Qualche numero:
hanno sistemato 110 metri di pontili usando 8 km di cime, 3 km di catene e mettendo a bagno 40 "corpi morti" di cemento. Hanno spostato 40 imbarcazioni clienti dell'Imperia Mare e preparato ben 600 metri di accosto per le imbarcazioni del raduno.
Creato anche un pontile a Oneglia per l'ormeggio delle imbarcazioni militare. Già da ieri in Calata GB Cuneo il pattugliatore Mazzarella della Guardia di Finanza. 

Sono già ormeggiate sulla banchina di Calata Anselmi:
Altair 27,80 1931
Mariquita 31,00 1923
Nordwind 25,70 1939
The Blue Peter 19,65 1930
Tirrenia II 21,42 1914

Altair: E' la costruzione n° 789 del cantiere ed una delle ultime grandi imbarcazioni progettate dal settantatreenne William Fife. L'armatore Guy H. McCow nel 1929 ordinò al progettista scozzese un sicuro yacht da crociera per poter andare nelle isole dei mari del sud.
Lo scafo è aristocratico con un cavallino elegantissimo, tipico del grande architetto, La costruzione è in legno con ordinate di quercia e fasciame in teak da 6 cm. La coperta è ampia con nel mezzo una grande tuga ed il grande osteriggio del quadrato. Molto eleganti gli interni rivestiti in noce e con tutti i sedili e le sedie finite in pelle azzurro chiaro.
Varato nel 1931 Altair rimase per quasi vent'anni in acque scozzesi e inglesi. Venne ceduto nel 1933 a Sir Walter Runciman, noto yachtsman membro del Parlamento che fino al 1938 lo utilizzò per crociere in Scozia e per le regate nel Solent.
Il nuovo proprietario, Sir William Verdon-Smith, potè utilizzarlo solo per due anni fino a quando Altair non venne requisito dall'Ammiragliato britannico per servizio di guerra, a somiglianza di quanto fatto per tutti i grandi yacht del Paese.
Al termine dell'evento bellico, venne acquistato da un portoghese che dopo soli due anni lo cedette a Miguel Sans Mora Acevedo, Rappresentante di una importante famiglia di Barcellona, egli ebbe un rapporto particolare con Altair che mantenne in perfette condizioni per ben trentaquattro anni facendo lunghe crociere e partecipando alle principali regate nel Mediterraneo con buoni piazzamenti nella sua classe. Protagonista anche di eventi mondani, fu ad esempio al Pireo per il matrimonio di Juan Carlos di Spagna con Sofia di Grecia.
A causa dell'età Acevedo cedette lo yacht nel 1985 alla società Blue Wave di Albert Obrist, grande appassionato e collezionista degli yacht disegnati da Fife.
Altair fu sottoposto al primo intervento di totale e fedele restauro, condotto con materiali e criteri di lavoro dell'epoca. 
Dal 1993 al 2004 è stato dell'armatore spagnolo Alberto Cortina che nel 2005 lo ha ceduto ad un cittadino americano. 

Mariquita: E' l'unico yacht della Classe 19 metri Stazza Intenazionale ancora esistente in condizioni di poter nuovamente navigare. L'altro esemplare, Cecilie, non è che un relitto di cui è dubbia la possibilità di recupero.
Mariquita 31,22 metri fu costruito per A.K. Stophert nel 1923, lo scafo è composito e la sua costruzione fu conforme sia ai criteri costruttivi imposti dalle Scantling Rules dei Lhoyd's sia, per quanto riguarda l'armo, piano di coperta e piano degli interni, ai dettami imposti dal Regolamento di stazza. L'armo era aurico.
Mariquita fu ritrovato fortunosamente ed è stato oggetto di un accurato restauro presso Fairlie Restoration per conto del suo nuovo armatore, il nuovo varo è avvenuto a metà del 2004.

Nordwind: Gemello di Ostwind (affondato al largo di Miami), Sudwind (in un museo tedesco), e Eastwind, fu commissionato dalla Marina Militare per l'uso personale di Doenitz. Trasferito in Inghilterra quale pegno di guerra, è appartenuto a Lord Astor fino al 1955. Ha avuto poi diversi armatori. Nel 1976 subì un primo restauro presso Camper & Nicholson con il cambio degli alberi da legno in alluminio. Nel 1979 un nuovo restauro su progetto degli architetti olandesi Jan Schoen e Gerard Djriska, che ne ridisegnarono il piano velico, la coperta e gli interni, niente conservando dell'originaria sistemazione.
Dal 1984 al 2002 è stato di proprietà di Ugo Baravalle, di fatto immobilizzato all'isola d'Elba in attesa di un restauro mai fatto. Acquistato dall'attuale armatore, è stato riportato al suo antico splendore.
Nel 1939 ha vinto il Fasnet, battendo Latina e stabilendo il nuovo record resistito fino al 1955 quando venne battuto da Gitana. Vinse ancora la Cowes Dinard nel 1950 e numerose altre ragate nella Manica.

The Blue Peter: Fu costruito per D.W. Molins, inventore del congegno per arrotolare la sigaretta e del pacchetto da sigarette flip-flop. Blue Peter è la fiamma messa a riva quando uno yacht lascia il porto per iniziare una regata. Regata nel Nord Europa e vince 52 regate tra cui il Trofeo di Scozia. A fine 1938 Molins, volendo uno yacht più grande ma non volendo separarsi dal suo, chiede allo stesso Mylne di allungarlo di un metro e mezzo. Nel 1955 lo cede all'ing. Kirsh. Alla sua morte, lo yacht affonda nel porto di Marina di Carrara. Viene recuperato e sottoposto a restauro non originario. A fine 1999 ha un nuovo armatore inglese che con lavori annuali lo riporta all'originario progetto.

Tirrenia II: Varato nel 1914 per Alex Carapanos come Sapho Iim passò i primi anni in Egeo. Chiamato Bodoni nel 1919, nel 1925 fu acquistato dal nobiluomo Guido Fiorentino che lo chiamò Tirrenia II, portandolo in Italia. Egli fece numerose crociere annotandole in un diario piacevolmente illustrato. Dopo diversi armatori, fu trasferito in acque inglesi dove, dal 1955 al 1973, fu armato dal maggiore Charles Ball con cui fece regate e crociere nel Solent e nella Manica arrivando fino alle isole Scilly. Ritrovato ai Carabi in cattivo stato dopo una intensa attività di charter, arrivò in Italia via nave per essere sottoposto dall'attuale armatore ad accurato restauro secondo i piani originari.


La manifestazione è da sempre organizzata dall'Assonautica Provinciale di Imperia con il contributo della Camera di Commercio di Imperia.
Gli enti pubblici che sostengono e patrociniano l'evento sono: Regione Liguria, Comune di Imperia, Provincia di Imperia, Prefettura e APT Riviera dei Fiori.
Il Raduno si avvale del patrocinio e collaborazione tecnica dell'AIVE (Associazione Italiana Vele d'Epoca) e del CIM (Comitato Internazionale del Mediterraneo).
Di portata internazionale sono le aziende che affiancano e sostengono la manifestazione: Officine Panerai (title sponsor) che dà il proprio nome a tutto il circuito; Agnesi, Olio Carli, Fondazione Banca Carige, Jaguar e Uno Communications (in qualità di partner ufficiali). 
La cooperazione organizzativa e logistica in banchina è affidata all'Imperia Mare sotto l'attenta supervisione della Capitaneria di Porto - Guardia Costiera. 
I partner tecnici sono da sempre: Gewiss e Ingemar.
L'organizzazione a mare è curata dallo Yacht Club Imperia, sodalizio nato recentemente dall'unione di Circolo Velico Imperiese, Lega Navale e Yacht Club Porto Maurizio, e dallo Yacht Club Sanremo.
Media Partners: "La Stampa" e on line "Sanremo News".