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Altro importante appuntamento durante il 13° Raduno Vele d'epoca sarà l'incontro con gli "Autori del Mare". Grandi firme del giornalismo italiano che da sempre dedicano la loro attenzione al mare e al mondo che lo circonda. Previsto per sabato 11 settembre darà la possibilità di incontrare:
Lucia Pozzo, skipper e direttrice della collana Maree, Pino Aprile giornalista, condirettore di Gente e collaboratore di Yacht Capital, Fabio Pozzo giornalista de "La Stampa" e "Specchio".

 

 

 

 

 

 

 

Gli autori del mare

11 settembre 2004
Raduno Vele d'epoca di Imperia

Si inizia alle ore 16,30 con "La Vergogna del Mare". Lucia Pozzo presenta Pino Aprile con "Il Mare Minore" (ed. Magenes Editoriale). Introduce l'incontro l'editore Barbara Altieri.
Pino Aprile, nato nel 1950, cresciuto sul golfo di Taranto, cominciò la sua carriera di giornalista alla Gazzetta del Mezzogiorno, collaborando con L'Europeo e vari quotidiani nazionali. È stato vice direttore di Oggi, ha lavorato come inviato, passando dalla giungla cambogiana alla rivolta di Bucarest. Per la Rai ha collaborato a TV7 e, con Sergio Zavoli, a Viaggio nel Sud. Attualmente è condirettore del settimanale Gente e ha una sua rubrica fissa su Yacht Capital (O'Pino leader), frutto di una intuizione del direttore della rivista, Vincenzo Zaccagnino, e dalla quale ha avuto origine questo libro. Ha pubblicato Elogio dell'errore e Elogio dell'imbecille con Piemme.

"Il Mare Minore" appartiene alla collana Maree Storie del Mare dedicata interamente al mare specializzata ma non specialistica, pensata per avvincere e intrigare tutti coloro cha amano viaggiare, con la fantasia o con la vela, www.nonsololibri.it. Sarà possibile trovare i libri in esposizione e vendita a Cargo; un libro ironico, sarcastico, dissacrante in cui si avverte l'amore fortissimo di Pino Aprile per il mare e la vela. "Non si tratta di passione sportiva. C'è altro, di più profondo, e lui ne parla come se conoscesse il mare meglio di tutti noi. E fosse suo, soltanto suo". (dalla prefazione di Cino Ricci).
Dalle osservazioni (e l'esperienza…) di Pino Aprile, emergono le caratteristiche antropologiche della più diffusa figura di diportista: il "velista da tavolo", un uomo all'ancora, ormeggiato a una scrivania, per il quale l'essenza del desiderio di navigare non è navigare (solo chi non ha sufficiente fantasia è costretto a farlo davvero), ma desiderare. È un "voyeur" nautico, che gode nel vedere gli altri fare quello che lui vorrebbe fare e che possiede tutti i manuali, ma non la pratica.
Pino Aprile è sicuramente il miglior rappresentante del "velismo da tavolo", nel libro narra anche i suoi incontri con alcuni dei più grandi navigatori solitari, l'amicizia con Simone Bianchetti, la regata contro Peter Blake e quella, sponsorizzata dalla società produttrice del Viagra, con un equipaggio di sole donne…
Nel libro si trova la teoria e la pratica del velismo da tavolo: avventure e disavventure di chi ha la barca e della nautica sa tutto, meno che…navigare!
Il mare minore è quello dei velisti troppo innamorati del mare per non avere una barca, ma troppo occupati o timorosi per usarla. E se la godono (poco) in porto.

Il secondo incontro (orario previsto 17,15) è con Inbar Meytsar e Fabio Pozzo con "Ho sposato l'oceano". Lei di origini israeliane, è nata a Milano dove vive e lavora. Istruttrice di vela presso la Lega Navale Italiana, ha sposato Simone Bianchetti il 5 ottobre 2002. Fabio Pozzo, giornalista della Stampa, è nato a Recco e vive a Genova., coltiva da sempre la passione per il mare, la vela, la storia della navigazione e le isole alla fine del mondo.

"L'oceano è un mare che si muove dentro di me, senza barriere né orizzonti": così Simone Bianchetti definì il proprio amore per il mare, che lo portò a inseguire un punto oltre qualsiasi orizzonte. "Stai lontana da questo qui perché deve essere un pazzo scatenato", fu il primo pensiero di Inbar Meytsar quando conobbe Simone. Il quale, da parte sua, pensò: "Questa me la sposo". Tra loro scattò qualcosa, ma rimase inespresso. Nove mesi più tardi, la fiamma si accese. Si sposarono in Italia, fra una tappa e l'altra dell'Around Alone 2002-2003. Questo libro - ideale seguito, fin dal titolo, del precedente I colori dell'oceano, scritto dallo stesso Bianchetti e da Fabio Pozzo e apparso in questa collana nel 2003 - è il diario di quella regata, la competizione più lunga che esista (28.800 miglia marine) per qualsiasi atleta di qualsiasi sport. Ma è anche il racconto, giorno per giorno, ora per ora, di una storia d'amore che cresce fra gli oceani, lungo le tappe di un giro del mondo a vela in solitario che dagli Stati Uniti si snoda in Inghilterra, Sudafrica, Nuova Zelanda e Brasile. Inbar vive le difficoltà e le paure del marito come se fosse in barca con lui, affronta i problemi, i rischi, le gioie di una convivenza ai limiti del possibile, tra porti, aeroporti, telefonate satellitari, e-mail, tempeste, black-out e silenzi, teneri abbracci e lunghe attese. Segue il marito in tutte le tappe, vive ogni arrivo, ogni sosta, ogni partenza, le tensioni e le emozioni di una regata estrema e quelle di una coppia che ha appena levato le ancore. Alla fine di quella prova, conclusa da Bianchetti al terzo posto, Inbar e Simone tornano in Italia, riportano la barca a Savona, il luogo dove hanno scelto di formare una famiglia, di vivere. Ma il loro sogno s'infrange a bordo di un'imbarcazione all'ormeggio, in una notte di bonaccia. A soli 35 anni, Simone è stroncato da un malore. Una storia d'amore, ma anche una grande avventura della vela raccontata in prima persona, per la prima volta, non da uno degli skipper in gara ma dalla moglie che lo segue da terra con il cuore a bordo, sospeso tra l'amore e il mare.