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11 settembre 2004 Raduno Vele d'epoca di Imperia
Si inizia alle ore 16,30 con "La Vergogna del Mare".
Lucia Pozzo presenta Pino Aprile con "Il Mare Minore"
(ed. Magenes Editoriale). Introduce l'incontro l'editore Barbara
Altieri.
Pino Aprile, nato nel 1950, cresciuto sul golfo di Taranto, cominciò
la sua carriera di giornalista alla Gazzetta del Mezzogiorno, collaborando
con L'Europeo e vari quotidiani nazionali. È stato vice direttore
di Oggi, ha lavorato come inviato, passando dalla giungla cambogiana
alla rivolta di Bucarest. Per la Rai ha collaborato a TV7 e, con
Sergio Zavoli, a Viaggio nel Sud. Attualmente è condirettore
del settimanale Gente e ha una sua rubrica fissa su Yacht Capital
(O'Pino leader), frutto di una intuizione del direttore della rivista,
Vincenzo Zaccagnino, e dalla quale ha avuto origine questo libro.
Ha pubblicato Elogio dell'errore e Elogio dell'imbecille con Piemme.
"Il Mare Minore" appartiene alla collana Maree Storie
del Mare dedicata interamente al mare specializzata ma non specialistica,
pensata per avvincere e intrigare tutti coloro cha amano viaggiare,
con la fantasia o con la vela, www.nonsololibri.it.
Sarà possibile trovare i libri in esposizione e vendita a
Cargo; un libro ironico, sarcastico, dissacrante in cui si avverte
l'amore fortissimo di Pino Aprile per il mare e la vela. "Non
si tratta di passione sportiva. C'è altro, di più
profondo, e lui ne parla come se conoscesse il mare meglio di tutti
noi. E fosse suo, soltanto suo". (dalla prefazione di Cino
Ricci).
Dalle osservazioni (e l'esperienza
) di Pino Aprile, emergono
le caratteristiche antropologiche della più diffusa figura
di diportista: il "velista da tavolo", un uomo all'ancora,
ormeggiato a una scrivania, per il quale l'essenza del desiderio
di navigare non è navigare (solo chi non ha sufficiente fantasia
è costretto a farlo davvero), ma desiderare. È un
"voyeur" nautico, che gode nel vedere gli altri fare quello
che lui vorrebbe fare e che possiede tutti i manuali, ma non la
pratica.
Pino Aprile è sicuramente il miglior rappresentante del "velismo
da tavolo", nel libro narra anche i suoi incontri con alcuni
dei più grandi navigatori solitari, l'amicizia con Simone
Bianchetti, la regata contro Peter Blake e quella, sponsorizzata
dalla società produttrice del Viagra, con un equipaggio di
sole donne
Nel libro si trova la teoria e la pratica del velismo da tavolo:
avventure e disavventure di chi ha la barca e della nautica sa tutto,
meno che
navigare!
Il mare minore è quello dei velisti troppo innamorati del
mare per non avere una barca, ma troppo occupati o timorosi per
usarla. E se la godono (poco) in porto.
Il secondo incontro (orario previsto 17,15) è con Inbar
Meytsar e Fabio Pozzo con "Ho sposato l'oceano". Lei
di origini israeliane, è nata a Milano dove vive e lavora.
Istruttrice di vela presso la Lega Navale Italiana, ha sposato Simone
Bianchetti il 5 ottobre 2002. Fabio Pozzo, giornalista della Stampa,
è nato a Recco e vive a Genova., coltiva da sempre la passione
per il mare, la vela, la storia della navigazione e le isole alla
fine del mondo.
"L'oceano è un mare che si muove dentro di me, senza
barriere né orizzonti": così Simone Bianchetti
definì il proprio amore per il mare, che lo portò
a inseguire un punto oltre qualsiasi orizzonte. "Stai lontana
da questo qui perché deve essere un pazzo scatenato",
fu il primo pensiero di Inbar Meytsar quando conobbe Simone. Il
quale, da parte sua, pensò: "Questa me la sposo".
Tra loro scattò qualcosa, ma rimase inespresso. Nove mesi
più tardi, la fiamma si accese. Si sposarono in Italia, fra
una tappa e l'altra dell'Around Alone 2002-2003. Questo libro -
ideale seguito, fin dal titolo, del precedente I colori dell'oceano,
scritto dallo stesso Bianchetti e da Fabio Pozzo e apparso in questa
collana nel 2003 - è il diario di quella regata, la competizione
più lunga che esista (28.800 miglia marine) per qualsiasi
atleta di qualsiasi sport. Ma è anche il racconto, giorno
per giorno, ora per ora, di una storia d'amore che cresce fra gli
oceani, lungo le tappe di un giro del mondo a vela in solitario
che dagli Stati Uniti si snoda in Inghilterra, Sudafrica, Nuova
Zelanda e Brasile. Inbar vive le difficoltà e le paure del
marito come se fosse in barca con lui, affronta i problemi, i rischi,
le gioie di una convivenza ai limiti del possibile, tra porti, aeroporti,
telefonate satellitari, e-mail, tempeste, black-out e silenzi, teneri
abbracci e lunghe attese. Segue il marito in tutte le tappe, vive
ogni arrivo, ogni sosta, ogni partenza, le tensioni e le emozioni
di una regata estrema e quelle di una coppia che ha appena levato
le ancore. Alla fine di quella prova, conclusa da Bianchetti al
terzo posto, Inbar e Simone tornano in Italia, riportano la barca
a Savona, il luogo dove hanno scelto di formare una famiglia, di
vivere. Ma il loro sogno s'infrange a bordo di un'imbarcazione all'ormeggio,
in una notte di bonaccia. A soli 35 anni, Simone è stroncato
da un malore. Una storia d'amore, ma anche una grande avventura
della vela raccontata in prima persona, per la prima volta, non
da uno degli skipper in gara ma dalla moglie che lo segue da terra
con il cuore a bordo, sospeso tra l'amore e il mare.
Il terzo incontro (orario previsto 17,45) è con "Laurent
Giles: l'evoluzione dello yacht-design" di Adrian Lee e Ruby
Philpott ed. Olimpia. Quello di Jack Laurent Giles è uno
dei nomi più conosciuti nel mondo della progettazione nautica.
La sua fama si basa su una fortunatissima serie di barche a motore,
da regata e da crociera,c conosciute in tutta la comunità
dei dipartisti. In questo volume sono compresi alcuni dei suoi progetti
più famosi, con informazioni tratte dagli archivi della Compagnia
dei tardi anni venti e trenta e numerosi articoli e relazioni del
periodo anteguerra e dopoguerra. Gli autori hanno selezionato, all'interno
di ottocento progetti prodotti tra il 1927 e 1982, più di
cinquanta delle sue famose imbarcazioni. Gli Yacht vengono descritti
in dettaglio, con fotografie e piani di costruzioni originali. Un'ulteriore
sezione include quindici progetti rappresentavi della produzione
della Laurent Giles Ltd fino al 1990.
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