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Intervista Soldini

Barche d’epoca e vela iper-tecnologica. Le vele antiche sono all’ormeggio di Calata Anselmi, la tecnologia ha, invece, Giovanni Soldini che, ieri sera, ha visitato la banchina e sarà uno dei protagonisti della trasmissione di Rai 1 in onda lunedì 13 settembre. <<Mi hanno invitato – spiega la sua presenza il più famoso navigatore italiano dei ultimi anni – ed io sono stato ben contento di venire. Le barche sono tantissime e bellissime>>. Ma per uno dei protagonisti del circuito dei trimarani non è la prima volta. <<In effetti sono già stato al Raduno anni fa – precisa – Ero imbarcato su “Valentina” e ricordo di aver vissuto giornate bellissime>>. Ma, questi giorni, per Soldini sono soltanto un intermezzo tra un impegno oceanico e l’altro, il suo trimarano “Tim progetto Italia” ha ancora bisogno di tanto lavoro. <<I progettisti di questi scafi sono del tutto particolare – spiega – quando prendi in mano la barca non c’è nulla che funzioni>>. Ed allora, dopo il varo, comincia il vero lavoro, quello di messa a punto anche se per “Tim progetto Italia” i risultati disegnano già un livello significativo. <<Per quest’anno posso, comunque, essere soddisfatto – sottolinea – Sono arrivato in settima posizione alla “Ostar”, la transatlantica in solitario, e quinto alla Quebec-Saint- Malo dopo essere stato per lunghi tratti in testa alla flotta>>. I prossimi impegni saranno a Calvi e poi a Marsiglia dove Giovanni potrà misurarsi con i suoi “pari”. Eper questo ha già programmato intense sessioni di prove e test. <<Nei prossimi giorni sarò all’Isola d’Elba con il mio equipaggio, undici elementi tra cui alcuni canoisti che sono mostri di potenza atletica>>. E al Raduno, trasformato da marinaio a divo della tv, come ci si sente? <<Non ci si sente, non ci sente…>> risponde il rude velista avvezzo più alle onde atlantiche che agli studi televisivi.

Intervista a Inbar Meynstar

La storia del giro del mondo di Simone Bianchetti. Ovvero la storia d’amore dell’autrice e del navigatore intrecciata con l’impresa attraverso i mari. “Ho sposato l’oceano” è il racconto di “problemi, rischi, convivenza al limite del possibile tra porti, aeroporti, telefonate satellitari, e-mail, tempeste, black-out, silenzi, abbracci e lunghe attese”, vissuti da Inbar nella sua esperienza di coniuge di un navigatore solitario. L’autrice, sposata con Bianchetti il 5 ottobre 2002 nella pausa tra la seconda e terza tappa dell’Around alone, il giro del mondo. Un libro che non è solo il racconto di un’impresa sui mari di tutto il mondo ma anche e soprattutto quello di un’esperienza umana. <<Per me scriverlo è stato fondamentale – ammette la scrittrice – E’ stato il modo per elaborare una perdita dolorosa e per essere sicura di non dimenticare nulla di quella mia esperienza>>. Dopo la collaborazione al libro sulla prima impresa di Bianchetti “I colori dell’oceano”, Fabio Pozzo ha aiutato anche Inbar. <<Fabio mi ha aiutato tantissimo – precisa l’autrice – è stato fondamentale, senza di lui non sarei riuscita a scrivere il libro>>. Una prima fatica letteraria a cui ne seguirà preso un’altra. <<Ho già in mente il mio prossimo libro -preannuncia Inbar – Sarà il racconto della mia vita dopo che Simone ci ha lasciati>>.