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MATVEJEVIC PER LA NARRATIVA E STELLA PER LA SAGGISTICA SI AGGIUDICANO IL PREMIO SANREMO “LIBRO DEL MARE”

E’ stata questa la scelta della Giuria tecnica del Premio, presieduta da Folco Quilici e composta da: Piero Ottone, Oliviero La Stella, Corrado Ruggeri, Cino Ricci, Vincenzo Costantini e Ito Ruscigni, che si è riunita questa mattina a Sanremo, selezionando i due vincitori nella rosa dei dieci finalisti. Il Premio verrà consegnato questa sera alle 21.30, nel corso di una serata di gala al Casinò di Sanremo, dall’On. Claudio Scajola, Ministro per l’Attuazione del Programma di Governo, e dal rappresentante dell’Amministrazione Comunale di Sanremo, il vice sindaco Marco Andracco. Madrina del Premio è Rosalba Giugni, Presidente dell’Associazione “Mare Vivo”.
Queste le motivazioni della Giuria: Matvejevic, “cantore del Mediterraneo, di cui ha raccontato in modo narrativo la storia, le genti e la natura nel suo splendido “Breviario”, dimostra anche con “L’altra Venezia” la straordinaria capacità di leggere nei dettagli e nelle piccole cose i segni dell’uomo, delle culture e della storia. Un libro di grande letteratura, nel quale l’autore ci offre della città una visione assolutamente particolare, che si sottrae ai luoghi comuni. Un testo affascinante, vera poesia in prosa”. 
Il libro di Gian Antonio Stella “è – scrive la Giuria - un’analisi spietata dei drammi dell’umanità, che con il correre dei secoli non sembrano cambiare: semmai, mutano soltanto i protagonisti. Stella ci offre pagine amare e affascinanti, dove nulla è approssimativo, dalla scrittura alla documentazione. Un testo da leggere con attenzione e da custodire con cura, per passarlo di generazione in generazione”.

Queste le dichiarazioni dei due vincitori:
Predrag Matvejevic:
“Una decina di anni in Italia, è un periodo abbastanza lungo nella vita di uno scrittore. Una cinquantina di soggiorni a Venezia, brevi e lunghi! Una parte essenziale di carriera e di vita a Roma, di lavoro a “La Sapienza”. Accanto a tutto questo centinaia e centinaia di tentativi di scrivere un libro su una città su cui si è scritto tanto. Migliaia di prove per superare le accumulate rappresentazioni di Venezia che infatti nascondono questa città dagli occhi che vogliono ritrovarla e sentirla. Cercare nervosamente di scoprire finalmente “L’altra Venezia” e presentarla. In questo lungo percorso tantissimi incontri che mi avevano stimolato, aiutato, talvolta scoraggiato: in primo luogo quello con l’amico defunto Josef Brodskij, i nostri dibattiti notturni, interminabili alla russa, su come scrivere il suo “Fondamenta degli incurabili” e la mia “Altra Venezia”. Non meno importante, già prima di venire in Italia, l’incontro con Claudio Magris che mi aprì la porta con la sua prefazione alle cinque edizioni della traduzione italiana del mio “Breviario Mediterraneo”. Non dimentico Raffaele La Capria che mi incoraggiò con la sua prefazione a “L’altra Venezia” nel momento in cui dubitavo ancora se pubblicare o no questo libro.
Ho scritto quattro libri da quando abito in Italia – se non fossi così ben accolto tanto all’Università che nella vita letteraria non avrei potuto farlo. Devo anche molto alla Francia – lì scrissi in francese il mio libro sul “Mondo ex” e la sua catastrofe. Pubblicai prima in Francia e in Italia il mio “Epistolario dell’altra Europa”, difese degli umiliati e offesi perseguitati dai regimi totalitari: Brodzkij, poi Sacharov, Solženicyn, Havel, Primavera di Praga, Solidarnosc, etc.Testi che non potevano essere pubblicati nell’ex Europa dell’Est e nell’ex Jugoslavia in guerra. Ecco questi sono i miei pensieri in questo momento e ad un tempo le persone a cui vanno i miei riconoscimenti.
Ringrazio la giuria del nuovo Premio Sanremo “Libro del Mare” che mi ha onorato con la sua decisione”.
Gian Antonio Stella: “Il Premio Sanremo "Libro del mare" ha per me un sapore speciale. Perché viene assegnato da una giuria di persone che stimo, perché viene consegnato in una città che amo come Sanremo, perché vede premiato anche un grande scrittore come Predrag Matvejevic. Ma più ancora, forse, perché ha l'anima su quella costa ligure che vide la partenza di milioni di emigranti che, col cuore gonfio di strazio e di speranze, partirono su navi a volte spaventosamente vecchie e sgangherate per cercare fortuna in tanti paesi del mondo sfidando l'incubo di tutti: l'oceano. Finendo troppo spesso per essere inghiottiti prima dai mari in burrasca e poi dall'oblio di un Paese che ha cercato per decenni di rimuovere un passato di miseria, sconfitte e dolore. Dedico il premio, come il libro, a loro: a quei nostri nonni che non sono mai arrivati là dove avevano sognato di arrivare”.