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In Banchina > Francobollo > Immagini per un francobollo

La cima – la corda in linguaggio marinaresco – rappresenta in tutta la sua solidità il legame fra la terraferma e il mare. La grossa corda che permette di collegare l’imbarcazione alla bitta e agli anelli di ferro che in ogni molo o calata garantiscono la sicurezza della barca, è accostata al veliero, elemento centrale delle immagini contenute in questa piccola storia del francobollo; è singolare la contrapposizione fra questi due aspetti: il veliero a vele spiegate simboleggia il leggero fluttuare sull’acqua, quanto la cima trasmette invece la forza e l’attaccamento alla terra.

Il Faro è il simbolo delle città marinare per eccellenza, lanterna per i navigatori e certezza di un approdo sicuro. Anche Oneglia, che con Porto Maurizio forma la città di Imperia, ha il suo fanale attivo e posto sul molo lungo di levante, direzione ponente-libeccio. Immancabile nel cammino che ha condotto al bozzetto ufficiale del francobollo un’immagine dedicata al faro che, come una sentinella presiede le acque interne di questo porto commerciale che alla metà dell’800 era il secondo per importanza nella Riviera Ligure Occidentale. E quasi a ribadire la storica concorrenza fra Oneglia e Porto Maurizio, il faro guarda l’avversaria sulla riva opposta, in un confronto su cui le due componenti cittadine giocano da lungo tempo.

Il terzo bozzetto del francobollo del Raduno di Imperia si ispira alla suggestiva immagine degli alberi che si stagliano sul profilo del centro storico di Porto Maurizio. Ancora una volta un contrasto fra pesi e volumi: sullo sfondo il Duomo di San Maurizio, esempio mirabile di architettura neoclassica e il Parrasio «porta» della rocca cittadina. 
In primo piano gli alberi delle barche in porto, spogli delle vele a riposo e le sartie che, fitte fitte, danno l’impressione di dondolare ancora.

Non poteva mancare la scenografica Calata Cuneo di Oneglia, esempio unico e mirabile di architettura ligure perfettamente conservata. 
Il porto commerciale di Oneglia , nato intorno alla metà del XIX secolo, fu teatro di traffici fiorenti. Qui arrivavano e partivano olio d’oliva, pasta, sapone, farina, grano: qui si trovavano i cantieri per la costruzione di velieri, e bastimenti. Ancora oggi la banchina è centro di meno convulse ma sempre affascinanti attività marinare: piccoli cantieri all’opera, l’arrivo delle navi di grano, i pescherecci, il rito dell’asta del pesce, il tutto nella cornice del tipico borgo marinaro con le vecchie case dalle tinte pastello.

Prevale il contrasto in questa immagine che raffigura il putto della fontana di Piazza Dante, cuore pulsante della città di Imperia, affiancato dalla vela del Thendara. Qui, da oltre cinquant’anni, si snoda il traffico cittadino, qui si affaccia via Bonfante, la principale strada commerciale cittadina e qui si trova il maestoso Palazzo, sede del vecchio Municipio. E’ la traduzione più concreta della realtà urbana di Imperia, centro geografico di riferimento, raccordo fra il mare e l’immediato entroterra.

La sintesi perfetta tra la città, il mare, il veliero simbolo del Raduno di Vele d’Epoca. Il Thendara è un altero ketch aurico costruito nel 1937 dal celebre cantiere inglese Stephens.

Le due immagini sovrapposte sono il connubio delle due anime della città di Imperia che si «fronteggiano» separate dal mare. Sullo sfondo l’imponente rocca del Parrasio e di Porto Maurizio; vicino lo snodato molo lungo della commerciale Oneglia, la sua diga foranea. Su entrambe il Veliero, testimone della tradizione marinaresca cittadina, simbolo di poesia, di fatica, ma anche evocativo di suggestioni ed avventure di cui ognuno vorrebbe sentirsi parte.

Immagini di Federico Ramella, Lino Pastorelli, Enrica Fresia Design
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