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  Un po' di storia
Dedicato a Charles Nicholson

Le schede delle protagoniste

 

Le schede di alcune delle Vele d'epoca iscritte all'Edizione 2000

ADRIA II

Armamento: Ketch bermudiano
Progettista: A. Tiller
Anno: 1934
Lunghezza f.t.: 23,5 m
Larghezza: 4,76 m

La barca venne varata sotto il nome di Swastika nei cantieri di Abeking e Ramussen e pare sia stata destinata al Ministro germanico Gobbels che non riuscì a farla navigare prima dello scoppio della seconda guerra mondiale. Nel maggio del 1945 venne confiscata dagli Alleati e trasferita in Inghilterra. Restaurata nel 1986 presso il Cantiere navale Beconcini di la Spezia, Adria ha partecipato a molte regate di Vele d’Epoca ottenendo ottimi piazzamenti.

AGNETA

Armamento: Yawl bermudiano
Progettista: K.H. Reimers
Anno: 1951
Lunghezza f.t.: 25,10 m
Larghezza: 4,12 m

L'architetto progettista svedese Knud H. Reimers le diede il nome della figlia che mai venne cambiato nonostante i diversi proprietari, tra i quali è d’obbligo citare Gianni Agnelli. Dall'inconfondibile scafo color mogano naturale e dalla velatura color ocra, Agneta è stata restaurata nel 1987 presso i Cantieri Carlini di Rimini (18.000 ore di lavoro). Ritoccata esternamente e internamente, mantiene il suo antico splendore.

ARTICA II

Armamento: Yawl Marconi
Progettista: J. J. Illingworth
Anno: 1956
Lunghezza f.t.: 12,9 m
Larghezza: 3,04 m

Artica II è un mito della vela italiana. Commissionata dallo Sport velico Marina Militare ai Cantieri Sangermani e nata come imbarcazione da regata, nell’estate del 1956 si imponeva all’attenzione mondiale vincendo la Torbay-Lisbona (880 miglia) e nel ’58 la Brest-Las Palmas coronando con successo gli sforzi della Marina Militare. All’architetto Illingworth e ai Cantieri Sangermani va il merito di un’imbarcazione capace di affrontare qualsiasi regata d’altura in qualunque condizioni di vento, con buone possibilità di successo. Oggi partecipa con successo ai principali raduni di Vele d’Epoca. 

AVEL

Armamento: Cutter
Progettista: C. Nicholson
Anno: 1896
Lunghezza f.t.: 18,25 m
Larghezza: 3,58 m

Imbarcazione dal passato misterioso, Avel è una delle barche più anziane tra quelle presenti negli anni a Imperia. Fu scoperta dagli attuali proprietari nel sud dell’Inghilterra sepolta nel fango di un estuario fluviale che ebbe il merito di mantenerla integra. Al Raduno del 1994, reduce dal restauro, monopolizzò l’interesse degli appassionati per splendore, fascino ed eleganza e per l’abbigliamento dell’equipaggio, rigorosamente d’epoca. E’ considerato uno tra i capolavori di Charles Nicholson.

CAPRICIA

Armamento: Yawl
Progettista: Sparkman & Stephens
Anno: 1963
Lunghezza f.t.: 22,54 m
Larghezza: 5,03 m

Realizzata in Svezia dal cantiere Bent & Plymyard, venne varata nel 1963. Si affacciò al mondo delle regate nello stesso anno, in occasione della Cowes Week; partecipò poi alla Fastnet Race, mitica regata di 600 miglia nel mare d’Irlanda, classificandosi prima in tempo reale. Due anni dopo fu ceduta all’avvocato Agnelli che, 28 anni più tardi, decise di farne dono alla Marina Militare Italiana. Dal 1993 viene così utilizzata per l’addestramento e le crociere di fine corso degli Allievi dell’Accademia Navale di Livorno.

CINTRA

Armamento: Cutter bermudiano
Progettista: W. Fife
Anno: 1909
Lunghezza f.t.: 18,82 m
Larghezza: 3,36 m

Dopo il varo, questo antico alfiere della classe 12 metri s.i., presenziò regolarmente a tutte le regate della sua classe nel Clyde sino allo scoppio della prima guerra mondiale. Era una barca estremamente competitiva e dopo la guerra continuò a regatare con successo. L’ultima regata documentata è la “Round the Island Race” del 1956. Poi la barca rimase per molti anni abbandonata in un capannone vicino alle rive del Tamigi. Nel 1984 venne ritrovata dalla Camper & Nicholson e nel 1990 iniziarono i lavori di restauro grazie all’interesse dell’editore Rusconi. Oggi Cintra, attualmente il più vecchio 12 metri s.i. esistente, naviga sfoggiando le sue forme purissime.

CREOLE

Armamento: Shooner
Progettista: Camper & Nichlson
Anno: 1927
Lunghezza f.t.: 58,22 m
Larghezza: 9,45 m

Il primo nome di questa goletta a tre alberi fu Vira. Commissionata con l’esigenza di mantenere al minimo l’equipaggio, nonostante la riduzione dell’altezza degli alberi, nel suo primo viaggio sorprese per aver raggiunto gli undici nodi anche con venti leggeri e velatura ridotta. Nel ‘28 fu ribattezzata con il nome di Creole dal nuovo proprietario, che ne elevò immediatamente gli alberi. Nel ‘40 fu requisita dalla Royal Navy, adibita a trasporto truppe e materiali. Nel ‘51 fu acquistata dal magnate greco Stavros Niarchos, il quale la sottopose a diversi lavori di ricostruzione, con la consulenza, per le decorazioni, anche di Salvador Dalì. Creole visse sempre nel fascino del bel mondo, ospitò Re Juan Carlos di Spagna e la regina Sofia per parte della loro luna di miele, ma anche al centro di misteri. Nel 1983 i nuovi proprietari la portarono in Italia sottoponendola ad un’attenta opera di restauro coordinata dallo studio Giorgetti e Magrini che riportarono la barca fedele ai disegni originali. A cavallo tra il ‘91 e il ‘92 si è recata per la prima volta nel Pacifico, facendo da supporto alla sfida de “Il Moro di Venezia” alla Coppa America.

DORADE

Armamento: Yawl
Progettista: Sparkman & Stephens
Anno: 1930
Lunghezza f.t.: 16 m
Larghezza: 3,12 m

Universalmente riconosciuta come il primo yacht moderno, ha fatto il suo esordio al Raduno imperiese nel ’98 ancora condotta da Olin Stephens che, con questo suo disegno giovanile, iniziò la sua sfolgorante carriera di designer. Portato in regata dallo stesso Olin e da suo fratello Rod, vinse la “Transatlantica” del ‘31 e il “Fastnet” del ‘31 e del ‘33. Dorade fu definito dal Times “il più prodigioso piccolo yacht da regata oceanica che sia mai stato costruito”. Negli anni ‘40, passato a Franklin Eddy di Seattle, tagliò per primo il traguardo delle “Regate Swiftsure” per sei volte. Venduto altre due volte tra il ‘79 e l’84, nel 1996 è stato acquistato dall’imprenditore bolognese Giusepe Gazzoni Frascara che l’ha sottoposto a restauro presso i cantieri dell’ Argentario.

GAUDEAMUS

Armamento: Cutter aurico
Progettista: Barg
Anno: 1914
Lunghezza f.t.: 13,75 m
Larghezza: 2,75 m

Fu un gruppo di studenti universitari che diede il nome alla barca in sintonia con il loro allegro stile di vita. Si hanno sue notizie da quando fu rinvenuta (in seguito alla distruzione che la colpì nel secondo conflitto mondiale) e rivalutata da un certo K.H.Friering. Restaurata a Wolgast, arrivò nel 1961 nelle mani di Klaus Schroeder, il quale, vista la situazione politica e la costruzione del muro di Berlino, ne fece uso per fuggire e raggiungere la città occidentale tedesca di Kiel. Per necessità si trovò costretto a venderla e Gaudeamus divenne Question Mark, poi Rugia fino al viaggio che la condusse a Imperia, grazie a Raimund Deibele nel 1992, dove si riappropriò del suo nome e del suo armamento aurico originale.

MAIT II

Armamento: Yawl bermudiano
Progettista: Sparkman & Stephens
Anno: 1957
Lunghezza f.t.: 19,03 m
Larghezza: 4,41 m

“Uno dei nostri progetti di più soddisfacente disegno fu fatto per il commendatore Monzino e si chiama Mait II”, così dichiaravano Olin Stephens e Alan Gilbert nel 1990. Costruita dal Cantiere Baglietto di Varazze, questa barca velocissima è un grande “racer” oceanico. Nella sua vita ha partecipato alle più grandi regate nazionali ed internazionali e nel 1959 fu la prima imbarcazione italiana a partecipare al “Fastnet”. Sempre elegante ed ammirata, Mait II continua a navigare e a ottenere successi.

MARIETTE of 1915

Armamento: Schooner
Progettista: N. Herreshoff
Anno: 1915
Lunghezza f.t.: 42 m
Larghezza: 7,2 m

Mariette è frutto di uno dei 18 mila disegni dello studio di Nathaniel Herreshoff, il mitico capostite di tutti i progettisti moderni dello yacting da diporto. Fu la prima imbarcazione da diporto americana. Nel corso della seconda guerra mondiale fu requisita dall'U.S.Navy ed armata per l'avvistamento dei sommergibili. Nel 1980 venne acquistata da un armatore americano, Perkins, e soggetta a completo restauro presso i cantieri Beconcini di La Spezia sulla base dei 150 disegni originali presi in prestito dal Museo Herreshoff di Bristol. Alberi e vele furono rifatti come in origine con una spesa miliardaria. Nel '96 ad Imperia dominò le regate della sua classe.

NIÑA LUISITA

Armamento: Goletta bermudiana
Progettista: V. V. Baglietto
Anno: 1932
Lunghezza f.t.: 20,85 m
Larghezza: 4,32 m

Varata con il nome di Pofi nel Cantiere Baglietto di Varazze, apparteneva ai conti Bruzzo e tale rimase sino al 1971, sempre mantenuta con cura religiosa. Acquistata dal conte genovese Tagliaferri, diventa Niña Luisita, una barca di famiglia che inizia lunghi perodi di vagabondaggio in tutto il Mediterraneo. Dal giorno del varo una Madonnina in cristallo di Merano vigila sulla barca e la accompagna di porto in porto.

ORION

Armamento: Goletta a strallo
Progettista: Camper & Nicholson
Anno: 1910
Lunghezza f.t.: 39,32 m
Larghezza: 7,15 m

Varata con il nome di Sulvana, dopo vari passaggi fu ribattezzata Orion nel 1930. A fine anni '60 diventa italiana, ma nel trasferimento da Barcellona a Marsiglia, a causa del forte vento, perde i due aberi. L'architetto Faggioni la trasforma così da goletta aurica a goletta a strallo. Durante le numerose crociere tra Montecarlo e Capo Corso tocca, con tutte le vele a riva, anche i 17 nodi di velocità. Tra la metà e la fine degli anni '70 viene sottoposta, presso i cantieri Valdettaro di La Spezia, ad un restyling interno ed esterno, tornando ad essere, quando è invelata, una delle barche più spettacolari del Mediterraneo.

TIRRENIA II

Armamento: Ketch
Progettista: F. Shepherd
Anno: 1914
Lunghezza f.t.: 18,45 m
Larghezza: 4,1 m

L’attuale armatore Gianni Loffredo, presidente dell'AIVE, venne a conoscenza dell'esistenza del Tirrenia II attraverso un libretto del '29, epoca in cui la barca apparteneva a Guido Fiorentino, uno dei presidenti della sede napoletana del Regio Yacht Club Italiano. Negli anni '50 se ne persero le tracce. Venne recuperata a Santa Lucia nei Caraibi, fu riportata in Italia e ristrutturata dai cantieri Pitacco di Muggia. I lavori furono terminati nel '92, anno della sua prima presenza ad Imperia.

TOMAHAWK

Armamento: Sloop
Progettista: C. Nicholson
Anno: 1939
Lunghezza f.t.: 21,11 m
Larghezza: 3,6 m

Fu per anni protagonista delle leggendarie sfide tra l'americano Harold Vanderbilt, con l'avanzatissimo per l'epoca Vim, e Sir Thomas Octave Murdoch Sopwith. Tomahawk, risposta britannica a Vim, sbalordì per la bellezza delle linee ed alcuni particolari innovazioni tecniche, quali l'inserimento di barre in acciaio a sezione aerodinamica in sostituzione del sartiame tradizionale. Arrivato in Italia solo all'inizio degli anni '80, conquistò la vittoria nel Veteran Boat Rally del 1983 con il suo proprietario Gianni Agnelli al timone. Nel 1988 la barca, passata nel frattempo ad Alberto Rusconi, è stata accuratamente restaurata dai cantieri Beconcini di La Spezia su progetto di Giorgetti & Magrini, ricorsi alla documentazione del National Maritime Museum di Greenwich, essendo i piani originali andati distrutti durante l'ultimo conflitto mondiale.

TRIVIA

Armamento: Sloop Bermudiano
Progettista: Camper & Nicholson
Anno: 1937
Lunghezza f.t.: 21,40 m
Larghezza: 3,6 m

12 Metri S.I., ottenne subito risultati eccezionali. Nel dopoguerra Trivia dimostrò ancora la sua competitività come barca “allenatrice” di Sceptre, il “contender” inglese per la “America’s Cup” del 1968. La ristrutturazione è avvenuta su progetto di Giorgetti & Magrini. Alle caratteristiche tecniche di alto livello, che gli permettono di sfruttare anche il minimo refolo di vento, Trivia unisce un’immagine di pura bellezza. 

TUIGA

Armamento: Cutter
Progettista: W.Fife & Son
Anno: 1909
Lunghezza f.t.: 23,2 m
Larghezza: 4,17 m

Fu commissionata dal Duca di Medinacelli per competere con Hispania di Alfonso XIII, Re di Spagna. Nel '35, dopo diversi passaggi di proprietà, vince il Fastnet. Negli anni '70 è utilizzata come barca da noleggio nel Mediterraneo fino a che, notata da Duncan Walker, non viene sottoposta a restauro. Dal 1995 appartiene allo Yacht Club Monaco ed è il gioiello di famiglia Grimaldi. Il principe Alberto invitava spesso a condurla il grande navigatore Eric Tabarly.

Ci scusiamo con i diretti interessati per eventuali imprecisioni.