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Nel 2001 a Imperia il raduno delle Barche d'Epoca a motore

Motori rombanti, scafi plananti e non. Per il prossimo anno il bacino di Oneglia si affollerà di barche a motore: il progetto dell’Assonautica per il 2001 prevede un Raduno di barche d’epoca a motore. Un appuntamento che dovrebbe non solo coinvolgere anche il rione a levante della città ma anche contribuire ad una sorta di continuità con quello delle vele, da anni ormai a cadenza biennale. Sarà un’occasione per scoprire un mondo che ai velisti, e non soltanto a loro, è praticamente sconosciuto ma che offre non meno valenze di fascino, glamour ed eleganza. Basti pensare ai mitici motoscafi Riva che hanno affollato le cronache mondane degli anni ’60. 
Non sarà soltanto una festa delle barche d’epoca ma pure un’occasione per contribuire al recupero di tanti gioielli nautici che, spesso in Italia, trova ostacoli logistici e burocratici. Nel “Bel Paese”, da sempre il più attento all’esecuzione del restauro, manca una struttura funzionale alla conservazione del patrimonio artistico e storico che spesso crea difficoltà e vanifica gli sforzi. Questo vale soprattutto per le barche da lavoro e da pesca anche se, alcuni anni fa, il Ministero dei beni culturali e ambientali su richiesta della Sovrintendenza di Bologna mise sotto “tutela” “Maria Assunta”, splendida lancia da pesca costruita nel 1925 a Cattolica. Da allora, però, non è più successo nulla se si esclude il caso recente della “Saviolina” vincolata a Rimini. Si sta pensando ora la stessa operazione per il lancione “Due fratelli” proprietà della Lega Navale di Grado. Ben diversa è la situazione in Francia dove da tempo lo Stato ha riconosciuto alle imbarcazioni storiche la condizione di “beni da conservare” tanto che sono già una novantina le barche vincolate come monumenti storici. “9 unità da pesca, 19 da lavoro, 26 da diporto costituiscono il “parco” francese che presenta dieci imbarcazioni anteriori al ‘900 mentre le altre sono state varate dopo il 1950. Tra le barche “sotto tutela” la nave a vela “Belem”, l’ex Giorgio Cini quando batteva bandiera italiana, l’Aile Vi, un 8 metri serie internazionale proprietà della famosa Virginei Heriot, la Bisquine, barca da pesca bretone. L’esempio francese, insomma, è da seguire: da vedere se in Italia, oltre parlarne tanto, si potrà passare ai fatti. 
L’appuntamento per il 2001 è fissato da venerdi 7 a domenica 9 settembre.

Per informazioni stampa: press@veledepoca.com